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Con questa nuova tavola, la serie “Corset” prende una nuova direzione, quella della “normalità”
Fin qui, nelle precedenti opere della serie, le figure femminili rappresentavano un comune ideale di bellezza, quello un po’ patinato, quella che veniamo ormai quotidianamente bombardati.
Ma un corset non può indossarlo la donna “normale”, quella che abbiamo ogni giorno vicino a noi?
Non può essere la moglie, la fidanzata o anche l’amante, con tutti i suoi difetti, con tutta la sua umanità e normalità?
La manipolazione dell’immagine fotografica ci ha abituato a fantasticare a forme perfette, senza borse sotto gli occhi, senza una minima ruga, senza cellulite alle gambe, magre (troppo), perfettamente truccate e pettinate.

Con questo non voglio dire che le donne vere siano brutte, non mi permetterei mai!
Piuttosto amo pensare a questa evoluzione come un tuffo nella realtà, laddove l’immagine è ferma in un intimo comune, con la donna che si veste (o sveste?) del suo corset e si volta verso il suo uomo. E’ un’intimità reale questa, con una donna reale con tutti i suoi difetti e pregi e, non a caso, la sua sensualità non viene meno, anzi.

Questa donna è la moglie, la compagna, la fidanzata normale. Vera. Come lo sono le nostre donne.
Lasciamo stare la perfezione ai “foto-manipolatori”…

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