Erszébet
Tecnica
Acrilico su carta tecnica
Dimensioni
35×50 cm
Anno
2012
A proposito dell’opera
L’opera di Giampiero Abate ci conduce nell’immaginario sospeso e controverso legato a Erszébet Báthory, figura storica e leggendaria, passata alla memoria collettiva come la “contessa sanguinaria”. Ma qui la ferocia del mito lascia spazio a una lettura più intima: non la crudele nobildonna, bensì lo sguardo penetrante di una donna sospesa tra seduzione e dolore, tra fascino e ombra.
La composizione, costruita su un close-up quasi fotografico, concentra tutta la tensione sull’occhio verde e sulla bocca rossa, simboli eterni di vitalità e desiderio. Il volto, diviso dalla massa scura dei capelli, suggerisce una doppia natura: luce e oscurità convivono nello stesso ritratto, come nella leggenda della contessa che fu allo stesso tempo donna di potere e prigioniera dei propri demoni.
La tecnica dell’aerografo, eseguita su carta Schoeller, conferisce una raffinata morbidezza pittorica: la pelle appare setosa, le sfumature impalpabili, ogni dettaglio – dalle ciglia al riflesso sulle labbra – è curato con precisione quasi maniacale. Abate traduce così il linguaggio fotografico in una pittura di forte impatto, capace di evocare un realismo emotivo più che documentario.
“Erszébet” è un ritratto che non racconta solo una leggenda nera, ma interroga la nostra percezione del femminile: vulnerabile e potente, misterioso e seducente, al tempo stesso vittima e artefice della propria immagine.
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