Lasciami Andare Tra tensione e trascendenza
Tecnica
Acrilico su tela
Dimensioni
50×70 cm
Anno
2021
Collezione Privata
A proposito dell’opera
Nell’opera Lasciami Andare, Giampiero Abate ci conduce ancora una volta all’interno della sua dimensione Ultrareale, dove il confine tra virtuale e tangibile si dissolve. La figura emerge – o forse sprofonda – da un fondale indefinito, teatrale, un cono di luce che taglia l’oscurità. Il corpo, perfettamente modellato e reso con tecnica aerografica, sembra oscillare tra la vita e la materia, tra estasi e prigionia.
Le braccia tese, le mani contorte in un gesto drammatico, e il volto reclinato verso l’alto trasmettono una tensione estrema: si tratta di un gesto di liberazione o di resa? La domanda resta sospesa, lasciando lo spettatore nell’ambiguità. In questa sospensione, Abate ci parla di corpi “falsi”, costruiti con l’ausilio del 3D, ma che esprimono verità emotive profondissime.
È in questa contraddizione che si colloca la forza dell’opera: il corpo idealizzato diventa inquietante proprio per la sua perfezione, disturbata da un dettaglio mancante, da una postura innaturale, da una luce che scolpisce ma non rivela.
Lasciami Andare fa parte della serie “Sabbie Immobili”, e come le altre opere del ciclo, riflette sulla condizione umana nel contemporaneo: bloccata, trattenuta, ipnotizzata da un reale che sembra sabbia bagnata. Non si sa se si affonda o si vola.







