ÆON
Tecnica
Acrilico ad aerografo su tavola di D-Bond
Dimensioni
100×150 cm
Anno
2024
A Proposito dell’Opera
Riferimenti e ispirazione
Æon dal lat. tardo aeon -onis, gr. αἰών -ῶνος, indica il Tempo inteso come entità trascendente ed eterna, contrapposta a Chronos, che è la “durata” temporale lineare e misurata dall’uomo, Æon rappresenta il tempo eterno, ciclico, al di là delle nostre percezioni umane. È un concetto presente già nell’antica Grecia e si ritrova in diverse filosofie orientali.
Descrizione di “ÆON”
Æon evoca una forte atmosfera surreale il cui concetto principale è l’eternità, intesa come ciclicità cosmica senza fine, nell’accezione mistica e cosmologica.
L’umanoide figura femminile, emerge dal vivo terreno, rimanendo con le sue radici saldamente connessa al tempo della creazione: è evidente la simbologia della profonda connessione tra l’umanità e la natura universale.
La florida natura terrestre, a noi più familiare e quotidiana, con il suo vento agita l’erba ed i capelli della figura, enfatizzando la sensazione di rasserenante pace in un momento, appunto, eterno.
In Æon il tempo subisce una sospensione: non ha inizio né fine, non c’è passato, non c’è presente, non c’è futuro. Tutto circola.
La mano, in parte organica e in parte di metallo cromato, rappresenta l’integrazione tra il naturale e l’artificiale, il passato e il futuro, l’umano e il tecnologico.
Un continuo rimando al ciclo temporale.
Infine, la consueta presenza di un solido vitreo racchiude la scena: il riferimento è al Dodecaedro platonico (l’Universo), sulle cui facce interne si riflettono le molteplici correnti multidimensionali dello Spazio-Tempo.
Informazioni aggiuntive
Il dipinto esplora temi come la temporalità, l’interconnessione tra uomo e natura, e l’ibridazione tra elementi organici e tecnologici. La testa cibernetica e la mano cromatica fungono da simboli di trasformazione, evocando una visione del tempo come qualcosa di fluido e multidimensionale.
È un’opera che invita lo spettatore a riflettere sulla natura dell’esistenza, sul rapporto tra passato, presente e futuro, e sulla fusione tra mondi diversi.
Tecnica
L’acrilico ad aerografo su tela è la tecnica preferita da Giampiero Abate, che gli permette di raggiungere dettagli quasi iperrealistici in soggetti che, nella loro natura, non lo sono. Umanoidi dalle sembianze fisicamente statuarie dell’antica Grecia o Roma, ma in ambienti metafisici e solitamente con occhi senza iride; questo elemento in particolare, crea la confusione interpretativa dell’osservatore che non riesce a catalogare nella sua mente se si tratta di realismo o di fantasia. Sempre ai limiti dell’Ultrareale Progettato con software 3D come DAZ3D, viene poi creato il render e trasferito sulla tela, per essere poi dipinto e completato.
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