Genesi
Tecnica
Acrilico ad aerografo su tavola di Acciaio
Dimensioni
100×70 cm
Anno
2024
A Proposito dell’Opera
Riferimenti e ispirazione
Prosegue il mio viaggio nella Fisica teorica anche questa volta con il multiverso: un’idea che postula l’esistenza contemporanea di altri universi fuori dal nostro spaziotempo, spesso denominati dimensioni parallele. Il multiverso è stato proposto per la prima volta dal fisico Hugh Everett III nel 1957, successivamente riaffermato da altri scienziati come Stephen Hawking, come possibile conseguenza di alcune teorie scientifiche, specialmente quella delle stringhe.

Altra ispirazione è stata l’immagine elaborata da ESO e da EHT del buco nero M87 in luce polarizzata, con presenza dei campi magnetici. Infine il concetto che molta della materia conosciuta proviene dai grandi sconvolgimenti cosmici e che anche la nostra Terra, con tutto ciò che la forma, vita organica compresa. La somma di queste nozioni e concetti, ha stimolato la mia interpretazione in questo dipinto
Descrizione di “Genesi”
Protagonista della scena è l’Ipercubo o Tesseratto, una figura geometrica che rappresenta la quarta dimensione: quella dello SpazioTempo.
Il Tesseract è stato mirabilmente rappresentato nelle scene finali del film Interstellar, al quale mi sono liberamente ispirato
Sulle varie facce dell’Ipercubo si ripete la Grande Madre, rappresentando altre dimensioni (infatti per ognuna ci sono alcune differenze).
La nascita della Grande Madre, Genesi, scaturisce appunto da un grande violentissimo evento cosmico, che crea i mattoni primordiali dell’Universo conosciuto, nella nostra e nelle altre dimensioni.
Informazioni aggiuntive
L’opera “Genesi” è un’esplorazione visiva della creazione dell’universo, intesa come un processo complesso e multidimensionale. L’artista, attraverso l’uso di un linguaggio visivo potente e simbolico, invita lo spettatore a riflettere sulla natura dell’esistenza, sull’interconnessione tra tutte le cose e sul nostro posto nell’universo.
In conclusione, “Genesi” è un’opera ricca di significati e sfaccettature, che merita di essere analizzata e interpretata a più livelli. La sua originalità e la sua complessità la rendono un esempio di come l’arte contemporanea possa affrontare temi universali con un linguaggio visivo personale e innovativo.
Il dipinto fa parte di una serie di opere che esplorano la relazione tra arte e scienza, essendo particolarmente interessato al concetto di quarta dimensione e alle sue implicazioni per la nostra comprensione dell’universo.
Il dipinto è anche una meditazione sul passaggio del tempo e sulla natura ciclica della vita.
Il dipinto è un’opera d’arte complessa e stimolante che invita gli spettatori a contemplare i misteri dell’universo e il significato della vita.
Tecnica
L’acrilico ad aerografo su tela è la tecnica preferita da Giampiero Abate, che gli permette di raggiungere dettagli quasi iperrealistici in soggetti che, nella loro natura, non lo sono. Umanoidi dalle sembianze fisicamente statuarie dell’antica Grecia o Roma, ma in ambienti metafisici e solitamente con occhi senza iride; questo elemento in particolare, crea la confusione interpretativa dell’osservatore che non riesce a catalogare nella sua mente se si tratta di realismo o di fantasia. Sempre ai limiti dell’Ultrareale Progettato con software 3D come DAZ3D, viene poi creato il render e trasferito sulla tela, per essere poi dipinto e completato.
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