Emotional Landscape
Tecnica
Acrilico ad aerografo su tavola
Dimensioni
26×59 cm
Anno
2025
A proposito dell’opera
Un paesaggio nato da un luogo reale
Emotional Landscape nasce da una fotografia che ho scattato in Lituania. Il luogo reale diventa nel dipinto uno scenario sospeso, immerso in un silenzio quasi irreale.
La casa, gli alberi e lo specchio d’acqua sembrano appartenere a un paesaggio riconoscibile, ma alcuni elementi ne alterano la percezione e introducono il dubbio che ciò che osserviamo possa trovarsi altrove.
Il cielo e il multiverso
Il cielo è attraversato dalle superfici di un grande poligono, un elemento che richiama altre mie opere. Le sue geometrie interrompono la continuità dello spazio e suggeriscono la presenza di dimensioni parallele.
Questo mondo potrebbe essere il nostro, oppure uno dei molti universi possibili: simile a quello che conosciamo, ma governato da regole differenti.
Un riflesso incompleto
Nello specchio d’acqua la natura si riflette e si moltiplica. Gli alberi proseguono sulla superficie del lago, creando un secondo paesaggio capovolto.
La casa, invece, non produce alcun riflesso. Questa assenza introduce un’anomalia silenziosa: l’edificio è davvero parte di quel luogo o è soltanto un’apparizione?
Un invito a rallentare
L’atmosfera quieta di Emotional Landscape invita l’osservatore a fermarsi e a concedere più tempo allo sguardo.
È un paesaggio da attraversare lentamente, lasciandosi assorbire da uno spazio nel quale realtà e possibilità convivono senza offrire una risposta definitiva.
Tecnica
L’acrilico ad aerografo su tela è la tecnica preferita da Giampiero Abate, che gli permette di raggiungere dettagli quasi iperrealistici in soggetti che, nella loro natura, non lo sono. Umanoidi dalle sembianze fisicamente statuarie dell’antica Grecia o Roma, ma in ambienti metafisici e solitamente con occhi senza iride; questo elemento in particolare, crea la confusione interpretativa dell’osservatore che non riesce a catalogare nella sua mente se si tratta di realismo o di fantasia. Sempre ai limiti dell’Ultrareale Progettato con software 3D come DAZ3D, viene poi creato il render e trasferito sulla tela, per essere poi dipinto e completato.
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