La Tomba dei Giganti nella Quarta Dimensione
Tecnica
Acrilico ad aerografo su tavola
Dimensioni
100×67 cm
Anno
2024
A Proposito dell’Opera
Riferimenti e ispirazione
E’ il 1915 quando Albert Einstein con la sua “Teoria della Relatività Generale” stravolge il mondo e la scienza: alle canoniche tre dimensioni o coordinate cartesiane (x,y,z = altezza, larghezza, profondità) ne inserisce una nuova: lo Spazio-Tempo (t).
E’ la nascita in fisica della Quarta Dimensione.
Sono affascinato per le miriadi di applicazioni, implicazioni e di congetture in merito: così come possiamo muoverci sulle linee delle tre dimensioni spaziali, potremmo (noi come materia) muoverci sulla linea dello spazio-tempo (banalizzando al massimo).
Alcuni artisti hanno cercato di interpretare questa funzione: Picasso e i Cubisti rappresentando il mondo nella sua la presenza simultanea di molteplici punti di vista simultanea visione spazio-temporale oppure Salvador Dalì con “Corpus Hypercubus“, solo per citarne i più autorevoli.
Le Tombe dei Giganti (Tumbas de sos Mannos) sono monumenti riutilizzati come tombe collettive in età nuragica presenti in tutta la Sardegna, complessi megalitici dell’età del bronzo (1800-1100 a.C.); in particolare quella di “Coddu Veccju” è fonte di mia ispirazione per questo dipinto.
Descrizione di “la Tomba dei Giganti nella Quarta Dimensione”
Protagonisti della mia visione sono i Giganti della Gallura sarda, antichi custodi di un territorio magico, i quali, attraverso il percorso che si riflette nelle facce di un vitreo Dodecaedero platonico (l’Universo), viaggiano sulle le correnti della Quarta Dimensione (lo Spazio-Tempo) per arrivare a noi: sulle facce trasparenti, ma anche riflettenti al suo interno, le età dell’umanità viaggiano nel tempo , passando dalla nascita, alla morte, alla rinascita, ripetendosi più volte con circolarità.
La lettura del dipinto è da sinistra e destra, partendo dalla gigantesca maschera facciale del Gigante, per proseguire al Dolmen Nuragico (morte) da cui emerge la figura femminile (rinascita o spirito delle antiche civiltà) per terminare con la figura fetale a destra (nascita).
Al centro, l’osservatore contemporaneo di questo viaggio temporale e filosofico, ammira il monolite granitico del “Tumbas de sos Mannos“, ponendo noi stessi all’interno del dipinto attraverso i suoi occhi.
E’ uno dei miei dipinti più complessi, sia nella composizione, che nella tecnica, ma maggiormente nel concetto, frutto della mia ricerca sui miti, le storie e sui siti archeologici del nord della Sardegna, nella splendida area della Gallura di Arzachena, ma anche sulla mia passione per la fisica e l’astronomia.
Informazioni aggiuntive
Il dipinto fa parte di una serie di opere che esplorano la relazione tra arte e scienza. L’artista è particolarmente interessato al concetto di quarta dimensione e alle sue implicazioni per la nostra comprensione dell’universo.
Il dipinto è anche una meditazione sul passaggio del tempo e sulla natura ciclica della vita. Le figure del dipinto rappresentano le diverse fasi della vita umana, dalla nascita alla morte alla rinascita. L’artista suggerisce che il tempo non è lineare, ma piuttosto un ciclo continuo.
Il dipinto è un’opera d’arte complessa e stimolante che invita gli spettatori a contemplare i misteri dell’universo e il significato della vita.
Tecnica
L’acrilico ad aerografo su tela è la tecnica preferita da Giampiero Abate, che gli permette di raggiungere dettagli quasi iperrealistici in soggetti che, nella loro natura, non lo sono.
Umanoidi dalle sembianze fisicamente statuarie dell’antica Grecia o Roma, ma in ambienti metafisici e solitamente con occhi senza iride; questo elemento in particolare, crea la confusione interpretativa dell’osservatore che non riesce a catalogare nella sua mente se si tratta di realismo o di fantasia.
Sempre ai limiti dell’Ultrareale
Progettato con software 3d come DAZ3D, viene poi creato il render e trasferito sulla tela, per essere poi dipinto e completato.
Di questo dipinto ha realizzato anche una animazione di Realtà Aumentata, visibile presto in questo sito.
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